TERZA CATEGORIA / Inattesa e quindi più bella: ecco la festa promozione!

25 Aprile 2019
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La vittoria di ieri contro il Cavallermaggiore e il contestuale pareggio della Sommarivese hanno regalato ai ragazzi di Bicchierai la Seconda Categoria con due giornate di anticipo. «Per me è stato un onore guidare una Ferrari», le prime parole del tecnico… senza capelli

Da questa mattina si muove in città con un cappellino, «ho la testa piena di “buchi” e i parrucchieri sono tutti chiusi, devo aspettare domani».
In fondo, l’aveva promesso. “Se vinciamo il campionato, mi tagliate i capelli (lunghi, che aveva)”.
Detto, fatto. Uno dopo l’altro, i suoi ragazzi gli hanno chiesto conto di questa scommessa. Con risultati a dir poco discutibili.
Ma poco importa, perché oggi Alessandro Bicchierai è l’allenatore più felice del mondo. Ancora un po’ esausto causa festeggiamenti di ieri sera, ha trascinato la squadra alla vittoria del girone B di Terza Categoria con una cavalcata impressionante e con due giornate di anticipo.

«Sinceramente ieri siamo stati colti un po’ impreparati, non potevamo immaginare che la Sommarivese non facesse i tre punti con il Castagnole, o forse non l’abbiamo fatto per scaramanzia. Eravamo convinti di poter festeggiare domenica, nell’ultima gara di fronte al pubblico di casa».
E invece l’esagerata vittoria contro il Cavallermaggiore (10-2) e il contemporaneo pareggio dei neroazzurri sul campo di Magliano Alpi hanno (inaspettatamente) fatto scattare la festa ieri sera, intorno alle 23: «La nostra gara è finita qualche minuto prima, avevamo saputo dell’iniziale vantaggio della Sommarivese poi ribaltato dai padroni di casa. A cinque minuti dal termine il pareggio, così siamo rimasti tutti in campo, in diretta telefonica con un nostro uomo che era presente sugli spalti dell’altra gara che ci ha regalato una vera e propria telecronaca».

Al triplice fischio di Magliano, l’esplosione di gioia è stata incontenibile, anche se i dettagli della festa non erano stati programmati: «Per me è stato un onore guidare una Ferrari – le parole di Bicchierai –. Una macchina con cui era facile sbandare, ma grazie alla forza del gruppo ho avuto l’opportunità di vivere un campionato da dominatori assoluti. Escluse un paio di gare prima della sosta natalizia, questa squadra è stata davvero una macchina da guerra, soprattutto nel girone di ritorno».

Sono tanti, troppi, quelli che il tecnico vuole ringraziare: «Gli uomini simbolo di questa vittoria sono certamente Massano, Cane, Rosso e Casu, ma il mio grazie va a tutti i ragazzi, in particolare i più “vecchi” che hanno sempre accettato le mie scelte, anche quando queste significavano giocare meno. Grazie al presidente e a tutta la dirigenza che ci ha sempre supportato, sostenendo con convinzione la collaborazione tra squadre: per noi, infatti, la presenza dei giovani di Marcarino e Botto nel finale di stagione è stata determinante. Una nota di merito soprattutto a Randazzo, Tibaldi e Morone, fondamentali per il loro grande impegno e soprattutto negli ultimi metri di campo».

È stato questo uno degli indiscussi punti di forza del gruppo giallonero, 119 gol realizzati con una media di 4.25 a partita, 6.3 in quelle giocate di fronte al pubblico amico: quattro i giocatori in doppia cifra, con Pietro Cane (30 reti pur giocando da esterno) che in queste ultime due giornate si giocherà anche il testa a testa per la classifica cannonieri che lo porterebbe a essere il migliore in tutta la Provincia.

«I numeri parlano chiaro, ma adesso è il momento della festa, della festa di tutti: scoppiata sabato nello spogliatoio, bagnata dalle bottiglie Santero e continuata al ristorante del presidente Cane che voglio ringraziare per la cena e, in generale, per l’intera stagione. Adesso ci prepariamo per i festeggiamenti ufficiali in programma domenica allo stadio Saglietti, dove andrà in scena la gara di campionato contro il Castagnole».

Nel frattempo, però, bisogna trovare un parrucchiere. Perché va bene la dedizione e il rispetto delle promesse. Ma un condottiero vincente deve presentarsi in forma smagliante al momento della festa. Senza quel cappellino di emergenza.

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